L’EDITORIALE
SLA – L’informazione che non c’è.
La sclerosi laterale amiotrofica non è una malattia molto diffusa
ma nemmeno così rara come sembra.
E’ meno rara, ad esempio, della distrofia muscolare che tra
l’opinione pubblica è più conosciuta.
Eppure ci sarebbero tutti
gli ingredienti giusti per far si che la SLA sia conosciuta: colpisce
calciatori famosi, colpisce anche persone giovani, le storie raccontate dai
malati di SLA sono drammatiche e la malattia in questi ultimi anni è purtroppo
in aumento.
Io non ho mai letto sui giornali un articolo che parlasse della
distrofia muscolare o di altre malattie rare ma in questi ultimi due anni ne ho
letti moltissimi che parlavano della SLA.
Eppure se sii domanda cos’è la SLA quasi tutti non sanno cosa
rispondere.
E ancora oggi non capisco il motivo di questa contraddizione.
Ecco allora che il malato di SLA si trova “costretto” a
pubblicizzare, rinunciando alla sua privacy, il proprio dramma attraverso i
mass media.
Forse dipende dal fatto
che la malattia ha più di un nome e spesso la gente pensa che si tratti
di malattie diverse.
Da questo punto di vista i mezzi d’informazione potrebbero
contribuire a fare chiarezza specificando, quando trattano la SLA, che il Morbo
di Gherig, la malattia di Charcot, la malattia del Motoneurone, la Sclerosi
Laterale Amiotrofica SONO SOLAMENTE TANTI NOMI DIVERSI PER CHIAMARE LA STESSA
MALATTIA.
Ma non è solo questo.
Secondo me è soprattutto la mancanza di informazione da parte
delll’A.I.S.L.A. (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) a
contribuire colpevolmente a questa situazione rendendo vani gli sforzi di noi
malati.
Non ho mai visto uno spot televisivo, come succede per tante altre
malattie, sulla SLA.
Il 20 e il 21 giugno sono state le giornate mondiali per la SLA,
qualcuno di voi se ne è accorto?
Io no.
Luca Pulino
E voi cosa ne
pensate? Mi piacerebbe conoscere la
vostra opinione. Scrivetemi