L’EDITORIALE
Un po’ d’ironia.
Agosto è, per eccellenza, il mese delle vacanze e del relax e
proprio per questo, non avevo voglia di trattare
qualche ‘pesante’ argomento.
Ecco allora alcune situazioni capitatemi in
passato riviste in chiave ironica.
Fu la disartria il primo evidente
sintomo con cui si manifestò la malattia.
Iniziai a parlar male un giorno di agosto
di quattro anni fa (2001).
Ricordo…
Ogni volta che rientravo al lavoro dopo la pausa pranzo mi capitava spesso di incontrare qualche cliente con
il quale mi intrattenevo a fare due chiacchiere.
Parlavo male ma quello che dicevo era
ancora abbastanza comprensibile all’interlocutore di turno che mi ascoltava
esibendo un’espressione di divertimento.
Un giorno un cliente con cui avevo una
certa confidenza mi domandò se il pranzo era andato bene.
Non capiì subito il perché di quella
domanda ma risposi che avevo fatto un ottimo pranzo.
A mente fredda poi ripensai al senso di quella strana domanda ed
in seguito scoprii che
: la maggior parte delle persone credevano che fossi ubriaco!
E a pensarci bene non posso certo dar loro torto visto che
il mio modo di parlare era quello tipico di un bevitore incallito (non che
disprezzi il vino, anzi)!
Ricordo…
A novembre andai a vivere da solo.
I bambini si sa sono curiosi e dove
abitavo ce n’era uno che appena mi vide mi chiese subito qual’era
il mio nome.
Io naturalmente risposi che il mio nome era Luca ma siccome non
riuscivo a pronunciarlo bene il povero bambino non capiva e allora mi ripeteva
la domanda.
Risposi nuovamente una, due, tre volte,
alla fine, esausto gli dissi che mi chiamavo Marco, lui capì e smise finalmente
di fare domande.
Ricordo…
Certi giorni poi era quasi impossibile farmi capire e per farlo dovevo scegliere attentamente le parole giuste.
Così quando andavo a mettere la benzina, per non rischiare di non
essere capito non chiedevo 10 o 20 o 30 euro di benzina ma dicevo sempre di
fare ‘il pieno’.
In quel periodo non correvo di certo il rischio di rimanere con il
serbatoio vuoto!
A febbraio
A settembre ho iniziato la fisioterapia con una bella ragazza!
Evviva, mi sono detto!
E invece dopo un mese sono passato nelle mani di un
terapista – uomo e da allora e da allora più nessuna terapista si è occupata di
me!
Ad onor del vero i terapisti che ho avuto finora sono davvero bravi ma…anche l’occhio vuole la sua parte.
Sfiga sulla sfiga!
E quella volta al mare?
Ero disteso appena dentro l’acqua e con il corpo facevo resistenza
alle onde per non farmi rovesciare.
Ad un tratto un’onda più potente delle altre riesce a
capovolgermi e pur nell’acqua bassa sono in completa balia delle onde.
Il mio fisico è indebolito dalla malattia ed io non riesco ad
oppormi alla forza delle onde.
Non rischio di annegare ma comunque mi
faccio un paio di bevute sotto gli occhi dei miei amici che se la ridono di
gusto.
Dopo un
paio di minuti finalmente riesco ad uscire dall’acqua e…me la rido anch’io pensando ai titoli dei giornali del giorno
dopo :
Ragazzo annega in
Ricordo…
Quando ingaggiai una furiosa battaglia contro
un pericoloso insetto che era entrato in casa.
Cercavo di colpirlo con una scopa ma ogni
volta che mancavo il bersaglio l’insetto veniva verso di me.
Io provavo a schivarlo con movimenti rapidi ma
non avendo più i riflessi di una volta, caddi a terra ben tre volte.
Dopo mezzora di lotta finalmente l’insetto, forse mosso da
compassione se ne andò!
Se fosse stato un incontro di boxe di sicuro
avrebbe vinto lui!
Ricordo …
Quando, dopo essermi fatto un bel bagno caldo,
non riuscivo ad alzarmi e quindi non riuscivo ad uscire dalla vasca da bagno.
Vivevo da solo e non potevo avvertire nessuno.
Mi consolai con il fatto che non potevo certo morire di sete e che
prima di morire di fame qualcuno si sarebbe accorto della mia assenza.
Poi, facendo leva sul rubinetto della vasca, riuscii ad alzarmi ed
a uscire da essa.
E da quel giorno …niente più bagni ma solo doccie!
E ancora…
Sono diventato davvero bravo a dare ordini e a delegare.
Un po come i
grandi re, anche se senza scettro, senza corona e senza regno.
Ma del resto non si può aver tutto dalla vita!
Curiosità.
La parola che pronuncio più spesso è ’mamma’.
La frase che più spesso mi viene in mente è :
mi sono messo proprio in un bel casino!
La seconda parola che dico più spesso è ‘porca troia’.
Molti cambiano la loro automobile, io invece cambio la carrozzina
ed ogni volta è sempre più accessoriata e senza pagare un euro : ehi, non sarete mica invidiosi?
Buone ferie!
Luca Pulino Raccolta
degli editoriali
E voi
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la vostra opinione. Scrivetemi