Italia e U.s.a.
…
Agosto è per antonomasia il
mese delle vacanze, del sole, del mare e del divertimento.
Avrei voluto proporre un
editoriale certamente più leggero ma i provvedimenti approvati da Italia e
Stati Uniti in materia di ricerca scientifica mi hanno fatto
cambiare idea.
Ecco cosa è successo in
questi due paesi.
In Italia : approvata
risoluzione sulle cellule staminali embrionali;
Negli U.s.a. : il veto di Bush alla ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Di seguito un articolo
apparso sul sito www.staminali.aduc.it a firma di Pietro Yates
Moretti che spiega in modo semplice analogie e differenze tra i due
provvedimenti.
E’ solo una questione di tempo …
Lo
scorso 19 luglio il Senato italiano si e' espresso sulla ricerca con le cellule
staminali embrionali.
Dalle
reazioni politiche dell'una e dell'altra parte si potrebbe evincere che si e'
consumata una vittoria per i sostenitori della liberta'
di ricerca.
Apprezzamenti
giungono dal centro-sinistra, anche da quella parte che ha sostenuto con forza
il referendum contro la legge 40, mentre dal centro-destra sembra (quasi) unanime
la condanna.
Un Senato spaccato in due: 152 voti favorevoli, 150
contrari ed un astenuto.
Quasi in contemporanea al voto, il presidente degli
Stati Uniti George W. Bush ha posto il primo veto della sua amministrazione su
una legge, anch'essa sulla ricerca con le staminali embrionali, approvata poche
ore prima dal Senato americano.
Rimane
quindi in vigore quella legge del 2001 che limita il finanziamento federale a
poche linee di cellule staminali embrionali ormai quasi inutilizzabili.
Verrebbe
da dire: liberta' di ricerca, Italia 1 - Usa 0.
Non
proprio.
La
legge voluta da Bush nel 2001, superata dal voto in
Senato, riguarda solamente il finanziamento federale, ma non proibisce la
ricerca con le cellule staminali embrionali, ne' i
finanziamenti privati e statali.
Sono
gia' una dozzina gli Stati
dell'Unione che finanziano questo tipo di ricerca, mentre piovono le donazioni
da parte di privati facoltosi (ad esempio, i 100 milioni di dollari donati dal
sindaco repubblicano di New York, Michael Bloomberg, o i recentissimi 500mila dollari del regista de
"Il signore degli anelli" Peter Jackson). Oggi negli Usa vengono
prodotte e utilizzate linee di cellule staminali derivate da embrioni sovrannumerari; ma per queste i ricercatori non possono
accedere ai fondi federali per la ricerca.
Tutt'altra cosa e' la legge 40, che vieta la
derivazione di cellule staminali da embrioni. Le linee di cellule staminali
embrionali possono essere si' importate dall'estero,
ma i centri di ricerca non possono permettersele: i finanziamenti pubblici, pur
non essendo vietati non sono erogati, cosi' come per
le donazioni private.
Di
fatto la ricerca con le cellule staminali embrionali in questo Paese e' marginalizzata se non addirittura messa all'indice.
E'
solo una questione di tempo …
Da
tempo sosteniamo che l'evoluzione del dibattito sulle staminali embrionali e'
simile a quello che gli Stati Uniti hanno vissuto negli ultimi cinque anni.
Repubblicani
da una parte e democratici dall'altra, gli schieramenti si erano pigramente
formati su quelli tradizionalmente "pro-choice"
e "pro-life".
Questo
era possibile grazie al fatto che nel 2001 la ricerca
con le staminali interessava poco il grande pubblico, nonche'
i potenziali investitori.
Oggi
le cose sono diverse.
L'elettorato
e' molto piu' preparato ed interessato alla materia,
tanto che la ricerca e' divenuta, insieme all'Iraq e all'economia, uno dei
punti focali di ogni campagna elettorale. Con il 70%
degli americani favorevoli alla ricerca con le cellule staminali embrionali, il
Senato controllato dai repubblicani ha approvato la legge sul finanziamento
federale con 63 voti favorevoli e 37 contrari. Con quattro voti in piu' si sarebbe raggiunta quella maggioranza qualificata
dei due terzi che neanche Bush avrebbe potuto fermare
con il suo veto.
La contrapposizione fra Repubblicani e Democratici di qualche anno fa e' lo
specchio di cio' che accade oggi in Italia.
Come
i Democratici americani di allora, il centro-sinistra di oggi
e' timido -se non totalmente inefficace- nel sostenere le ragioni della liberta' di ricerca.
Al
proprio elettorato, poco coinvolto ed informato, si antepone la ragion di
Stato, che include la volonta' di non far incazzare piu' di tanto le
gerarchie ecclesiastiche.
Tutto
cio' ha prodotto una mozione al Senato in cui da una
parte si sostiene la ricerca con le staminali ma si
condanna la distruzione di embrioni, si sostiene la necessita'
di non bloccare i finanziamenti Ue agli altri Paesi
membri cercando di apparire come i difensori della vita dal concepimento alla
morte naturale.
Dall'altra
parte, come i Repubblicani americani di allora, il centro-destra ha formato un
fronte compatto con lo scopo di presentarsi come rappresentante unico dei
valori cattolici. Anche questa posizione e' fondata su
un elettorato che ancora ignora la questione, o perlomeno la considera
marginale.
Fra
qualche anno, quando le potenzialita' di questa
ricerca saranno conosciute o anche realizzate, sara' difficile giustificare una posizione cosi' intransigente dinnanzi ai propri elettori, sia quelli
malati ed i loro cari, sia quelli che potrebbero arricchirsi investendo nella
biotecnologia.
Allora,
come gia' oltreoceano, assisteremo alle piu' virtuose delle piroette e inversioni di marcia da
parte di chi oggi definisce "omicida" la ricerca con le staminali
embrionali (apparentemente non e' ugualmente "omicida" lasciar
deperire migliaia di embrioni in enormi congelatori,
oltre alle speranze di decine di migliaia di malati).
L'informazione
dei cittadini, quindi, e' la chiave di svolta per superare schieramenti che
esistono per ben altre ragioni.
…
molto tempo
Mentre
scrivo, la pagina online del New
York Times propone il voto del Senato ed il
conseguente veto di Bush come notizia principale,
seconda solamente alla vicenda mediorientale.
Il
sito del nostro maggiore quotidiano, il Corriere della Sera, offre un
telegrafico lancio di agenzia sull'esito del voto,
nascosto fra l'elenco delle notizie in fondo alla pagina.
Sopra,
in caratteri cubitali e con tanto di foto, troneggiano la testata di Zizou, il caldo che ogni estate ci sorprende
(ma non dovrebbe semmai sorprenderci in inverno?), una canzone di Totti detto il "Pupone",
Laura Chiatti che vuole invecchiare come
Si',
forse ci vorra' ancora molto tempo.....
Pietro
Yates Moretti
Un anno fa…
Agosto 2005 – Un po’
d’ironia.
Luca
Pulino Raccolta degli
editoriali
E voi cosa ne pensate?
Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione. Scrivetemi