L’EDITORIALE

 

5 anni fa…(circa).

 

Agosto 2001…

Si è intrufolata nella mia vita in maniera silenziosa…5 anni fa!

Le braccia un po’ deboli, ma non troppo deboli …’colpa del caldo e di un periodo particolarmente stressante che stavo vivendo’…pensavo.

E poi quella difficoltà nel ‘parlare’ che avevo ogni volta che bevevo un bicchiere di vino o di birra…davvero inspiegabile.

‘Colpa dello stress’ …mi dicevo, così me ne andai in ferie.

Il riposo però non ebbe l’effetto sperato e quello che era un disturbo occasionale si trasformò ben presto in un problema permanente.

E’ come se in bocca avessi qualcosa che mi impediva di parlare in maniera fluida : avevo la classica ‘parlata’ di chi è ubriaco!

Aspettai ancora qualche giorno (pensando sempre ad un malessere passeggero, poi, non vedendo nessun miglioramento cercai di approfondire il problema.

Cominciò così la mia odissea tra semplici dottori e specialisti di vario genere girovagando tra semplici studi a cliniche private.

Ognuno naturalmente diceva la sua, ognuno prescriveva gli esami per lui più consoni per capire il problema…ma senza risultato.

Intanto erano comparsi, all’altezza delle braccia, dei strani guizzi sottopelle : le fascicolazioni.

Febbraio 2002…mi ricoverai presso il Policlinico Gemelli di Roma, reparto neurologia…

Una settimana …vari esami …una sentenza …sclerosi laterale amiotrofica.

 

 Ricordo che il dottore per farmi capire meglio di quale malattia si trattasse disse che era la stessa che aveva colpito Gluca Signorini, ex giocatore della Roma e del Genoa.


Nel febbraio 2002 mi fu diagnosticata la SLA anche detta morbo di Lou Gherig ed il medico mi disse che si trattava della stessa malattia che aveva colpito il calciatore Gianluca Signorini.

 

Mi venne in mente il servizio TV che avevo visto e capii come quella informazione ricavata da quel servizio fosse inesatta oltre che incompleta.

 

Tutti possono essere colpiti dalla SLA, non solo i giocatori di calcio professionistico e che nessuno ha mai provato ‘esistenza di un legame tra malattia e doping!

 

La paura, la dignità e il coraggio!

 

Una volta a casa cercai il più possibile informazioni sulla malattia e così fecero anche i miei genitori.

jntrambi oramai sapevamo cosa era la malattia e a quali conseguenze avrebbe potuto portare, ma per circa un mese fu un argomento tabù.

Parlavo con i miei amici e mi veniva da piangere come se fosse ‘l’ultima chiacchierata’…

Ricordo che avevo voglia di parlare dell’accaduto ma non più di tanto …

Smarrimento e paura, tante domande, nessuna risposta…

Mai come in quel momento avevo bisogno di normalità …

Poi ebbi una reazione d’orgoglio e mi promisi che nessuno avrebbe più letto nei miei occhi la ‘paura’ ma solo forza, coraggio e dignità, consapevole che un atteggiamento positivo sarebbe servito non solo a me ma avrebbe contagiato anche ai miei genitori e tutti coloro che mi erano vicini.

 

Vivere con la sla…

 

Qualche mese prima della diagnosi ero andato a vivere da solo e la notizia datami all’ospedale non condizionò quella mia scelta anche perché riuscivo senza difficoltà a fare tutto…

…fino ad ottobre 2002…quando cominciai ad avere problemi nel gestire con le dita delle mani i cosiddetti movimenti fini.

Indossare la camicia era diventata una vera impresa!

Per questo motivo, pur lavorando a soli 5 minuti da casa, dovevo svegliarmi prestissimo…

fino a quando decisi di non indossare più camicie!

Ma, oramai, la vita quotidiana era diventata un continuo ingegnarsi per risolvere tante piccole difficoltà che mai mi sarei sognato dover affrontare : la chiusura dei pantaloni, l’accensione della macchina, l’apertura della porta di casa…

E a tutto, o quasi, riuscivo sempre a trovare una soluzione.

Non mi sarei mai sognato di gioire e di provare un’intensa emozione nell’aprire una bottiglia d’acqua o di sentirmi frustrato e di disperarmi se ciò non accadeva!

La malattia però, arrivata in punta di piedi, reclamava sempre più spazio…

Cominciai ad avere poca forza nelle braccia tanto che vestirsi, lavarsi erano diventate imprese titaniche, le gambe erano deboli e se cadevo rischiavo di non alzarmi più!

Nella nuova casa, il 27 gennaio 2003 festeggiai il mio 32° compleanno : fu una grande festa!

Il primo febbraio decisi di tornare a casa dei miei genitori : fu uno dei giorni più tristi della mia vita!

 

 Appunti di viaggio da Agosto 2001 fino a Marzo 2004;

 

La speranza!

 

Il resto è cronaca dei nostri giorni.

Quanti rospi ho ingoiato!

E quanti bocconi amari!

Ho perso tante battaglie ma non ho perso la guerra!

Dopo ogni sconfitta mi sono sempre  rialzato, caparbiamente, a volte da solo, a volte con l’aiuto degli altri.

Quando mi sveglio la mattina, tra me e me, dico “Comincia un’altra giornata di merda…” ma poi cerco di fare di necessità virtù.

Non ho mai perso, anche nei momenti più difficili, la speranza che un giorno sarei guarito.

In questo caso, l’importante non è partecipare ma vincere …vincere …vincere!

 

 

Accadde un anno fa…

  Novembre 2005 – Viaggio in Ucraina;

 

 

 

Luca Pulino                                                                     Raccolta degli editoriali             

                                     

 E voi cosa ne pensate?  Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione. Scrivetemi