L’EDITORIALE
Un sorriso… nonostante tutto.
Sono tre anni oramai che combatto contro la S.L.A. e mai avrei
pensato che la mia migliore arma potesse essere il sorriso, anche perché allo
stato attuale delle cose non c’è nessun farmaco capace di fermare questa
malattia.
La situazione è drammatica ed io ne sono consapevole, non vi
nascondo che ci sono dei giorni in cui sbatterei volentieri la testa contro il
muro, ma la malattia non mi permette nemmeno questo.
Mi potrei disperare o piangere oppure potrei deprimermi ma non è
questa la strada che ho scelto.
Ho scelto la strada del sorriso e comunque del buonumore perché
penso che sia una strada migliore rispetto alle altre che ho sopra elencato, penso
inoltre che pur essendo una strada tortuosa sia la più praticabile soprattutto
perché secondo me è quella che ha maggior futuro.
Sorridere mi aiuta, data la mia difficoltà nel parlare e nel
comunicare in genere, a far capire alle persone che sono si in difficoltà ma
che ho anche tanta voglia di uscirne fuori.
Ad esempio incontrare persone e avere un’espressione seriosa,
triste e corrucciata sarebbe sicuramente un ulteriore ostacolo per gli altri
affinché possano interagire normalmente con me.
Ad esempio a casa dei miei genitori non c’è tranquillità, vista la
situazione, ma comunque il mio atteggiamento sereno aiuta anche loro a vivere
ed affrontare meglio questa situazione e tutti beneficiamo di questo
atteggiamento positivo.
Purtroppo non tutti i giorni riesco ad averlo ma quando mi capita
di vivere dei giorni “no” li vivo sempre con la consapevolezza che presto il
sorriso tornerà sulle mie labbra.
Forse tutto ciò vi potrà sorprendere ma devo riconoscere che
nonostante la situazione ho tanti buoni motivi per sorridere.
Nella sfortuna mi sento un “fortunato”:
ho ancora un lavoro che non solo mi sostiene economicamente ma che
soprattutto impegna la mia testa per buona parte della giornata;
ho una famiglia attenta e pronta a soddisfare ogni mia esigenza
con semplicità ed amore;
ho una squadra di amici sempre presenti e con cui l’intesa è così
immediata che spesso anticipano le mie eventuali necessità;
anche i colleghi mi hanno sempre sostenuto e mi sostengono tuttora
nelle mie iniziative:
faccio terapia cinque giorni a settimana in un centro distante
poche centinaia di metri da casa mia;
molte persone del paese in cui vivo sono pronte in ogni momento e
in qualunque modo a darmi una mano;
riesco ancora ad utilizzare il PC, a navigare in Internet e questo oltre a farmi sentire più indipendente mi consente di avere tanti contatti con altre persone;
Insomma non pensate che questi siano dei buoni motivi per
sorridere?
Sorridere è poi una delle poche cose che riesco a fare senza
fatica… la malattia ancora me lo permette ed io ne approfitto.
Un sorriso nonostante tutto ma che non è per tutti (chi ha
orecchie per intendere intenda).
Luca Pulino Raccolta
degli editoriali
E voi cosa ne
pensate? Mi piacerebbe conoscere la
vostra opinione. Scrivetemi