QUALE FUTURO?
Quasi quattro anni mi è stata diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica.
Da allora tante cose sono cambiate (il mio stato di salute è, di anno in anno, peggiorato) mentre altre sono rimaste
apparentemente uguali (dal punto di vista medico non c’è nulla capace di
fermare la malattia).
Speravo che questo fosse l’anno buono per dare un senso a questa lotta impari, rientrando magari in una
sperimentazione farmacologia, ma finora non è stato così.
Quattro anni… e le sole armi che ho avuto per contrastare la malattia sono la mia forza e il mio coraggio, virtù
importanti, ma troppo spesso non sufficienti per contrastarla.
Fin dall’inizio ho cercato di guardami
intorno, in Italia, ma soprattutto (dopo aver capito che non sarei mai potuto
rientrare nella sperimentazione della dott.ssa
Mazzini) all’estero, sempre attento alle notizie che provenivano dal mondo
della medicina ufficiale e non, cercando di approfondire quelle che ritenevo
più interessanti.
Ed è proprio seguendo questo ordine di
idee che lo scorso 5 giugno ho deciso di non andare in Cina per effettuare un
trapianto di cellule olfattive, pensando che non facesse al mio caso.
Più recentemente (questo mese) non sono stato di certo con le mani
in mano.
Ho contattato il dottor De Bellis che in
Uruguay ha effettuato, in via sperimentale, trapianti
di cellule staminali adulte in pazienti con la sla.
Purtroppo appena ho descritto qual’era il mio attuale stato di salute, molto
cordialmente mi è stato detto di non avere i parametri richiesti per effettuare
il trapianto.
Ho contattato il dottor Lima, che in Portogallo effettua
trapianti di cellule olfattive, ma purtroppo questo trattamento viene
effettuato solo su pazienti con lesioni spinali e non su malati di sla.
Ho inviato un’email per richiedere
informazioni sul trapianto di cellule fetali (per via endovenosa) che effettuano in Ucraina…qui sto aspettando di ricevere
informazioni.
Insomma tanto fumo e niente arrosto… almeno in apparenza, perché è
vero che di concreto non ho raccolto nulla ma cercare,
chiedere, scrivere, rompere le scatole lo trovo comunque un modo per ricordare
alla mia mente che sono tutt’altro che rassegnato.
Non cerco un trattamento a tutti costi ma se trovo un qualcosa d’interessante
mi ci butto a pesce!
E pazienza se riceverò un’altra portata sul muso tanto oramai ci sono abituato.
E pazienza se il trattamento non è convenzionale o non
approvato dalla medicina ufficiale.
Del resto oggi
per la medicina ufficiale non conto molto visto che nelle mie
attuali condizioni di salute qualsiasi sperimentazioni mi è (e mi sarà)
preclusa.
I parametri con i quali vengono scelti i
pazienti per le sperimentazioni sono estremamente selettivi (anche troppo),
bisogna essere persone quasi normali.
E quando rifletto su questa cosa mi sento
un po abbandonato a me stesso e al mio destino …
Così non mi stupisco che tante persone si recano all’estero per
sottoporsi a trattamenti non approvati dalla medicina ufficiale e rischiare la
propria vita in una terapia che troppo spesso non produce gli effetti sperati o
addirittura non produce nessun effetto…ma almeno hanno
provato a dare un senso a questa lotta.
Luca Pulino
E voi cosa ne
pensate? Mi piacerebbe conoscere la
vostra opinione. Scrivetemi