Cosa vuol dire tagliare i
fondi alla ricerca oppure non incentivarla? Cosa significa davvero il dibattito etico, relegato ormai a mera
speculazione intellettuale rispetto ai problemi dei cittadini ritenuti
prioritari dalla politica? Lasciare o no la possibilità agli scienziati di
sperimentare in ambiti medici le cellule staminali per esempio, sembra oggi un
dibattito da elite, un discorso che può appassionare solo i quattro gatti, per
giunta drogati, dei Radicali.
Perché
si sa, nell’ultimo periodo in particolare, il sentire comune ha sempre più
qualcosa di completamente deviato rispetto alla realtà, soprattutto se questa
viene quotidianamente plasmata e plagiata dai poteri forti di cui si serve la
comunità per perpetrare lo status quo, l’ordine sociale, la scala piramidale al
cui vertice troviamo immancabilmente sempre gli stessi. Eppure
è vero ed è un dato di fatto che la parola “ricerca” è ormai inflazionata:
tagli alla ricerca, sostegno alla ricerca, i ricercatori precari, la fuga di
cervelli ovvero dei ricercatori, le raccolte di beneficenza per la ricerca, lo
Stato o il governo che non finanzia la ricerca.
Dovunque sui
giornali ogni giorno si legge una dichiarazione del politico di turno che è piena di concetti assimilabili, se non di queste
parole specifiche. In tal modo tutto diventa più grande, la sperimentazione si
gonfia fino a trasformarsi in qualcosa di disumano e che giova solo al prossimo
Hitler che vorrà selezionare la nuova razza ariana
oppure un problema macroeconomico, che non tange il singolo individuo. Ogni
spunto in proposito viene permeato dall’ideologia,
dall’oppio dei popoli ovvero la religione o dall’informazione a senso unico.
Eppure
dietro al tema/parola ricerca si nascondono delle vite preziose come quella di
Marco Gentili, ventenne attivista politico e studioso di scienze politiche
costretto sulla sedia a rotelle perché affetto dalla malattia genetica Sla2
(Sclerosi Laterale Amiotrofica Familiare) che “si
trasmette con modalità chiamata autosomica recessiva.
In questo caso un individuo malato può nascere solo se riceve una copia
difettosa del gene da ciascuno dei genitori, entrambi portatori sani dell’alterazione
genetica” come si può leggere dal suo blog, che prosegue in
proposito con grande ironia: “Non vorrei dire nulla, ma su questo mondo i miei
genitori hanno avuto davvero culo a
incontrarsi”.
Il suo
intervento nell’ambito di “Andiamo Oltre”, un’iniziativa tenutasi qualche
giorno all’Auditorium di Roma organizzata da Civati,
consigliere regionale lombardo del PD, è illuminante: “Sono affetto da SLA2 e
purtroppo sono nato nel 1989, quando ancora neppure si parlava di genetica pre-impianto” inizia a dire Marco, grazie alla voce
elettronica che dà vita ai suoi pensieri “Quest’oggi
forse sarei potuto essere fra di voi con un sorriso in
più, mostrato per la speranza di una Legge sulla ricerca scientifica ispirata
al rispetto intergenerazionale. Invece, sono qui con
l’amarezza e con i miei parenti, che un domani mi lasceranno naturalmente al
mondo senza avere l’autonomia necessaria per godermi la vita in tutti i suoi
aspetti. Ma non vedo il motivo valido,
strutturale e concreto, perché questa mia condizione dovrà essere imposta
categoricamente ed omogeneamente su tutti i probabili nascituri italiani
affetti da gravi patologie, che si andranno a mettere al mondo per una legge 40
senza fondamenta”.
“La legge
attuale vieta sia la fecondazione eterologa,
discostandosi dagli orientamenti di altri Paesi
europei, sia quella post-mortem. E’ vietato,
ugualmente, il ricorso a qualsiasi tecnica riproduttiva assistita per i
singoli, per i minorenni e per gli anziani” prosegue Marco Gentilini
“la legge inoltre vieta qualsiasi tipo di sperimentazione ed impedisce la crioconservazione, ammessa solo per gravissimi motivi relativi allo stato di salute della donna non prevedibili al
momento della fecondazione ma soltanto per il momento strettamente necessario
al trasferimento dell’embrione da realizzare prima possibile.”
Per quanto
riguarda ancora la fecondazione,
Quanto detto
rappresenta sostanzialmente la situazione italiana solo riguardo un particolare ambito della più ampia categoria che
abbraccia i “temi eticamente sensibili” e che, come
dimostrato, afferisce concretamente sulla vita delle
persone. In quest’ottica, il fallimento della consultazione
referendaria del 2005, con un’ affluenza alle urne di
appena del 25,9% dei votanti e quindi insufficiente per il raggiungimento del
quorum del referendum abrogativo riguardo
Personalmente
mi vergogno di vivere in un paese dove Marco deve pagare sulla sua pelle un
prezzo troppo alto per l’ignoranza, l’ottusità, la cattiveria, il menefreghismo
altrui. E il suo disagio, espresso nella frase “vorrei
addormentarmi ora e svegliarmi solo al momento giusto”, è anche il mio.