DISFAGIA

 

 

Cosa si intende per disfagia?

Per ‘disfagia’ si intende la difficoltà a deglutire.

 

Cosa succede nel malato di sla colpito da disfagia?

Inizialmente la debolezza e l’atrofia muscolare della lingua causano difficoltà nel trasferire il cibo al palato per iniziare la deglutizione.

La disfagia tende quindi a peggiorare a seguito del manifestarsi di una debolezza a carico dei muscoli faringei e laringei e di una spasticità dello sfintere cricofaringeo.

Possono verificarsi fenomeni di malnutrizione e vi può essere un rigurgito di liquidi dal naso.

Di solito non è mai un sintomo di esordio della malattia. 

 

Quali possibili soluzioni?

Le soluzioni sono soprattutto legate alla gravità della disfagia.

Se la disfagia è lieve può essere sufficiente modificare la dieta alimentare e in tal caso può essere utile contattare un dietologo.

Per i liquidi può essere sufficiente renderli più densi utilizzando appositi addensanti che si possono trovare in farmacia.

Sempre in caso di disfagia lieve anche la figura del logopedista può risultare importante ad esempio per insegnare al paziente quali movimenti o posizioni della testa risultano più corrette per facilitare la deglutizione di liquidi e solidi oppure per provare a rinforzare , attraverso specifici esercizi , i muscoli della gola e la lingua.

 

In caso di grave disfagia cosa si può fare?

Se la disfagia è tale da non consentire al paziente di nutrirsi adeguatamente si può ricorrere alla PEG – Gastrostomia Percutanea Endoscopica.

 

In cosa consiste la PEG?

La PEG viene applicata a pazienti che non possono alimentarsi adeguatamente , nei quali vi sia la necessità di un’alimentazione enterale per un periodo di tempo superiore ad un mese.

Anche perché mancando il riflesso della deglutizione il paziente può incorrere nell’aspirazione di cibo nelle vie aeree con conseguente polmonite “ab-ingestis”.

La Peg consiste nell’inserimento di una sonda nel tratto digestivo durante una normale gastroscopia.

E’ un intervento effettuato in anestesia locale ed è di solito ben tollerato dal paziente.

Una volta effettuato l’intervento il periodo di degenza è breve e anche il reinserimento del malato in famiglia ne risulta facilitato.

In molti casi la Peg si è rivelata un presidio determinante nel migliorare la qualità di vita del paziente dato che permette di correggere in modo fisiologico il deficit nutrizionale.

 

 

Altre utili informazioni le potete trovare su questo sito www.webalice.it/prati_50

 

La mia esperienza.

 

Altre esperienze.

 

Metti la tua esperienza a disposizione degli altri