Sono le 20.
Siamo appena tornati a casa dopo una giornata stracolma di emozioni.
Sono visibilmente stanco ma felice e soddisfatto come non mai.
Il 12 e il 13 marzo, si è svolto a Firenze il secondo raduno Slaleoni d'Italia, un incontro di malati e famigliari di malati, provenienti da tutta la penisola.
L'anno scorso a gennaio c'è stato il primo raduno, a Salò, in provincia di Brescia.
Io non c'ero. Avrei dovuto esserci. Ero già sull'ambulanza pronto per partire, ma proprio all'ultimo momento ho dovuto rinunciare per problemi al respiratore portatile.
Era il 17 gennaio 2009...e piansi amaramente!
13 marzo 2010...solo lacrime di gioia!
Siamo partiti da Capranica verso le 9.
Io, mia madre e Katia (la mia assistente), in ambulanza mentre i miei amici in macchina.
In tutto una quindicina di persone...destinazione Firenze.
Man mano che ci avviciniamo alla meta, l'emozione saliva. Finalmente avrei coronato un piccolo sogno: avrei conosciuto personalmente tanti compagni di sventura e tanti famigliari che conoscevo solo virtualmente da diversi anni.
Verso le 13 arriviamo a destinazione.
Nel parcheggio della Casa del Popolo, c'è una 'delegazione' ad attendermi.
Sono fuori dall'ambulanza. È una bella giornata di sole. Riconosco tra le altre persone, Simonetta, Michelina e Paola.
Se il buongiorno si vede dal mattino...
Entro nel salone. Ci sono tantissime persone. Stanno pranzando. Sono visibilmente emozionato e teso. C'è un applauso di benvenuto.
È l'ultima cosa che ricordo nitidamente...per i prossimi 10 minuti non capirò più nulla.
Tante persone vengono a salutarmi.
Sono emozionato...ancor di più teso.
Tante persone vengono a salutarmi...ma io non riesco nemmeno a sorridere.
Sono teso, troppo teso perchè...vorrei gridare di gioia, ma non posso...vorrei stringere le mani, ma non posso...vorrei chiamare le persone per nome, ma non posso...vorrei abbracciare le persone...ma non posso.
Non posso! Non posso! Non possooooo!
Pian piano, per fortuna, la tensione svanisce e lascia il posto alla pura emozione.
Riconosco alcune persone mentre altre, pur parlandoci tutti i giorni sul forum Slaitalia, non riesco a riconoscere.
Ecco Maria, Gianni e Raffaella.
Di nuovo non capisco più nulla.
Diverse persone mi dicono i loro nomi...io annuisco ma non riesco a memorizzare i volti con i nomi.
Mi distendo. Dispenso sorrisi a tutti!
Mi aspettavo una giornata emozionante, ma non questa calorosa accoglienza.
Ecco Leo, Patrizia, Renzo e Lapo, l'organizzatore.
Arriva Turi che mi presenta tutta la sua 'famigghia'.
Avevo voglia di esserci e non me ne sono pentito.Il viaggio è stato faticoso?
Non troppo e comunque le emozioni che sto vivendo sono un balsamo per alleviare stanchezza e fatica.
Ecco il grande Tore.
Se dovessi assegnare un Oscar è proprio a lui che l'assegnerei. È tracheostomizzato ma ciò non gli ha impedito di volare dalla Sardegna per stare con noi. Per me lui rappresenta in pieno il motto 'VOLERE È POTERE'!
La girandola di emozioni continua come un fiume in piena alimentato dalle pioggie.
Conosco Caterina e una signora dagli occhi blu di cui non ricordo il nome.
C'è Paola: nella sua carrozzina la vedo in gran forma.
C'è Sara dal Friuli che ha il papà malato di sla.
Conosco Guidone. Lo guardo negli occhi. Mi trasette tanta serenità.
Lapo mi presenta sua moglie Cristina, anche lei malata di sla. Pochi secondi, tanti sguardi, nessuna parola ma 1000 pensieri tra noi!
Che giornata!
Guardo i miei genitori e tutti gli amici che mi hanno accompagnati che si sono calati perfettamente nell'atmosfera del raduno!
Sono stato al raduno solo per poche ore, ma sono tornato a casa rigenerato nello spirito, posso immaginare chi ha vissuto il raduno venerdì 12 e sabato 13.
Conosco il giovane Marco, Raffaele, Alberto, Francesco e Franchina.
Nella sala c'è un clima di grande serenità, percepibile dai volti delle persone.
Ecco Edda con il suo sguardo furbetto, è la simpatia fatta persona.
Rivedo volentieri Mario con Simona, la sua bella moglie, Paolo e Jemma.
Tanti volti, tante emozioni per una giornata non dimenticherò facilmente.
Dopo aver pranzato si è passati al piano di sopra dove è stata allestita una stanza per far provare ai malati degli ausili informatici per la comunicazione.
Prima di andare via c'è il tempo per vedere Gian in collegamento tramite Skype.
Ore 16.30 ce ne andiamo mentre il mio amico Leo sta leggendo una piccola lettera da me preparata.
Dovevate vedere la mia espressione durante tutto il viaggio di ritorno. Sguardo fisso nel vuoto e espressione da ebbete.
Sono arrivato stanco ma rigenerato nello spirito. È stato come aver fatto un pieno di energia per continuare la lotta contro la bastarda.
Il viaggio è andato bene, ogni oltre aspettativa.
A gennaio ho avuto un problema con la cannula e con l'ambulanza sono stato portato all'ospedale.
Ritornai a casa distrutto fisicamente ma ancor di più psicologicamente perchè quel breve viaggio in ambulanza (27 km) mi aveva fatto capire che non potevo andare al raduno di Firenze.
Per alcuni giorni la tristezza si impadronì di me: avevo deciso di non andare al raduno.
Poi pensai che in fondo non tutti i mali vengono per nuocere e che potevo sfruttare quella negativa esperienza per organizzare il viaggio al meglio. Così ho fatto preparare un materassino ad hoc in gommapiuma.
Il risultato è stato sorprendente ed il viaggio è stato una passeggiata.
Mi scuso se ho dimenticato qualcuno nell'elenco dei nomi.
Appuntamento al prossimo raduno!
Accadde un anno fa…
E voi cosa ne pensate? Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione, scrivetemi. |