Liberi di vivere.
Il 17 settembre, alla Camera dei Deputati, vi è stata l’ultima tappa di questo
lungo percorso con la presentazione della Giornata Nazionale della SLA nel
corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato
Mario Melazzini, presidente dell’AISLA che ha
organizzato l’evento, il deputato Antonio Palmieri,
il cantautore Ron, testimonial
dell’AISLA, Massimo Pandolfi, caporedattore del «Quotidiano Nazionale» e autore del libro Liberi di vivere - Malati
inguaribili, persone da curare, oltrre ai
sottosegretari al Welfare Francesca Martini ed
Eugenia Roccella.
«Le
5.000 persone italiane affette da SLA - ha sottolineato
per l’occasione Melazzini, a sua volta colpito dalla
malattia - hanno bisogno di essere assistiti nelle difficoltà quotidiane.
Troppo spesso si ricordano di noi solo quando c'è un
paziente “celebre” o che minaccia gesti eclatanti. Noi però non chiediamo di
morire: nonostante la malattia vogliamo essere davvero
liberi di vivere». «Malattie come
Tutti
concetti ripresi anche dall’appello denominato Liberi di Vivere che entro il 31
dicembre verrà consegnato al presidente della
Repubblica Giorno Napolitano, il quale ha voluto a
sua volta inviare un proprio messaggio da noi ripreso integralmente qui in
calce.
Attraverso
l’appello, contenuto anche nel volume-intervista a Melazzini
Liberi di vivere - Malati inguaribili, persone da curare, curato da Massimo Pandolfi (Edizioni Ares) e
presentato alla Camera, si stanno raccogliendo firme in tutta Italia «affinché
le Istituzioni non abbandonino i malati incurabili che chiedono di poter vivere
con dignità e libertà, pur nelle gravi condizioni in cui si trovano», come ha
spiegato l’onorevole Palmieri, uno dei promotori. «In
un periodo in cui si parla spesso del presunto diritto di morire di chi soffre e di chi è malato, il nostro appello capovolge
il discorso».