Le porte della speranza
Scuola Calcio Luca Pulino

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Comitato 16 Novembre

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SLA Italia

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Sabato, 19 maggio 2012 ore 00:48
 
Gennaio 2011. Pensieri… di Sara Cavallo
 

Luca, io sto abbastanza bene.
Mica mi dimentico di te? Anche se ti scrivo poco, ti seguo su facebook e sul tuo sito e ti voglio bene. Un grande abrazo :-) Sara

"La mente viaggia veloce in questi mesi, il cuore è in fermento.
Appena 5 mesi fa eravamo insieme, meravigliosamente insieme, pur nelle difficoltà, pur con il dolore della malattia, che non ci dava il tempo di fermarci.
Era un continuo dialogo d'amore, un continuo darsi all'altra, reciprocamente.
Solo due anni di malattia, ma intensi, come un lampo di luce che abbaglia l'anima e poi ti lascia attonita, in attesa del giorno.

Ora ho nel cuore questi due anni, ogni minimo passo, ogni cosa che abbiamo fatto: dalle volte in cui mamma tornava da scuola e mi raccontava che si bloccava nel parlare, che c'era qualche problema, ai ricoveri nei vari ospedali per capire cosa fosse successo; da quando sentimmo per la prima volta quella sigla, di cui ignoravamo o quasi l'esistenza, a quando cucinavamo in modo che lei potesse ingoiare senza difficoltà; da quando usavamo il gel per ingoiare le pillole, a quando vedemmo per la prima volta il ventilatore polmonare e non capivamo bene a cosa servisse; da quando suonava e mamma con pazienza premeva la maschera sul viso; a tutte le volte in cui siamo state in ospedale per imparare a gestire la niv; dalle ultime passeggiate in riva al mare, alla peg che le ha salvato la vita per più di un anno; dalla difficoltà a respirare, alla decisione di fare la tracheotomia; dal mese in ospedale per la tracheo e per approntare il piano di assistenza  domiciliare; ad ogni giornata trascorsa a sorriderci e a guardarci negli occhi; dalla lavagnetta che era diventata uno strumento vitale.... al suo ruolo di mamma che non è mai venuto meno, anche nell'immobilità di un letto; da tanto, tanto altro, che è custodito nel cuore... prima e dopo la malattia.... agli ultimi 3 mesi di coma, in cui i suoi occhi meravigliosi mi facevano specchiare nella sua anima.

Lei sulla lavagnetta disegnava sempre 4 paperelle, come a scuola ai bambini della prima elementare; sulla più grande scriveva IO, sulle altre tre più piccole segnava le iniziali dei nostri nomi, i suoi tre tesori.
Ora c'è il silenzio. la sua stanza è vuota e mi sembra di morire a volte quando vedo le sue cose. E' stato ed è un amore troppo grande, non trovo le parole per descriverlo.
Il dialogo non è finito. Solo che si è trasformato.

Ora è come se lei mi dicesse: "forza, adesso ti sono ancora più vicina. Anche se non posso parlarti, ascolta la mia presenza. Non è stata una inutile sofferenza. Tutto ha un senso. Ora non puoi capire, ma ti assicuro che quello che ci è accaduto non è una maledizione. Abbi fede e continua a camminare come abbiamo sempre fatto. Custodisci l'amore e fà che guidi le tue azioni. I nostri sorrisi ti riempiano il cuore e ti diano "la gioia" di andare avanti".

Il giorno è spuntato, e, dietro ai monti, vedo il sole che fa capolino.

Ecco perchè io ci sono a continuare questa lotta contro la malattia. Il mio cuore ha una marcia in più. E questo lo devo a mia madre, che è sempre con me, ma anche a voi, tutti, che continuate questa battaglia.
Ci sono perchè la lotta della vita continua; ci sono perchè solo insieme si può dare un senso a questa malattia, ed io questo senso non voglio smettere di cercarlo e credo profondamente che in esso vi è il senso della vita; ci sono perchè in ognuno di voi ammalati c'è il sorriso di mia madre.
Sara"

Accadde un anno fa…

E voi cosa ne pensate?  Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione, scrivetemi.