A testa in giù!
Siamo strani,
camminiamo a testa in giù e piedi all’aria, noi il
piccolo popolo sla.
Confusi tra la folla quasi nessuno si accorge di noi.
Se qualcuno ogni tanto intravede dei piedi all’aria, da uno
sguardo distratto e continua a camminare.
Altri si incuriosiscono, si fermano e ci
osservano attentamente, ma sempre dall’alto in basso.
Costoro ci studiano, e noi quando abbiamo bisogno di cure mediche
ci rivolgiamo a loro.
Ci dedicano un po’ del loro tempo, ma si tengono sempre a distanza
di sicurezza.
Non vogliono essere coinvolti dalle emozioni che potremmo
scatenare in loro!
I più sensibili quando ci notano tra la folla, si fermano e per
capire meglio si mettono a testa in giù anche loro.
Messi nella nostra stessa posizione capiscono la nostra sofferenza e ci offrono la loro solidarietà.
Elisa, la mia prima logoterapista,
giovanissima appena mi ha visto mi ha abbracciato.
Non ho
fatto in tempo a vedere che si era messa a testa in giù anche lei.
Mi ha dato la sua spalla dove piangere e mi ha sostenuto senza che
io glielo chiedessi.
Tre volte la settimana saltellavo velocemente
sulla testa per andare dalla mia logoterapista, l’ho
trovata sempre a testa in giù.
A noi la
solidarietà e la gentilezza ci aiutano molto, ci sentiamo coccolati e amati.
Questo, come le cure, ci aiuta a vivere meglio!
Quasi nessuno capisce come sia difficile e doloroso dover stare a testa in giù, gli sembriamo stravaganti, ma considerato
che sembriamo così pochi, non destiamo in loro grandi preoccupazioni e ci
lasciano al nostro destino.
Camminare a testa in giù ci ha reso caparbi e volitivi, vogliamo
che tutti si accorgano di noi.
Il 18 sett. cammineremo tutti assieme, ci
sarà una folla di testa in giù.
Per ogni testa ci saranno due piedi all’aria.
Saranno tanti, di tutte le dimensioni: faranno parlare di
se!
mconcetta