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Via libera della commissione dell'Istituto Superiore di Sanita' alla sperimentazione di
fase I di una terapia a base di cellule staminali su 10 pazienti malati di
sclerosi laterale amiotrofica (Sla).
L'ok e' stato dato il 21 luglio dalla commissione istituita
dal ministero della Salute per l'accertamento dei requisiti dei
prodotti farmaceutici di nuova istituzione. I ricercatori che metteranno a punto la sperimentazione sono dell'ospedale
Maggiore di Novara, del San Giovanni Bosco di Torino e dell'Universita'
del capoluogo piemontese e sono stati ricevuti la mattina del 21 nella sede
dell'Iss.
La sperimentazione iniziera'
il prossimo settembre con la selezione dei dieci pazienti su cui verra' testata, in anteprima mondiale, una terapia a base di cellule staminali mesenchimali. ''Un'apertura a una
ricerca di frontiera.
Dunque la cautela e' d'obbligo'', ha
commentato il presidente dell'Iss, Enrico Garaci. "Anche se risultati veri e propri non ce sono sul fronte dell'utilizzo delle cellule staminali per
il trattamento della sclerosi laterale amiotrofica
esiste la possibilita' di una speranza per i malati
di Sla, che finora non hanno alcuna cura a
disposizione. Ma andiamoci piano si tratta di una sperimentazione di fase I, che ha lo scopo di verificare l'eventuale tossicita' della terapia e i suoi indici di attivita'. In caso positivo, si potra' estendere lo studio a un numero maggiore di
pazienti. Ma ci vorranno anni".
"Questa prima sperimentazione ha l'obiettivo di vedere se il
metodo e' sicuro e privo di rischi e tossicita' successivamente se questi risultati saranno positivi si procedera' per una sperimentazione di fase II, cioe' piu' diffusa, per vedere
segni di efficacia della cura.
Al momento gli esperti hanno valutato solo che ci sono le condizioni per effettuare una fase preliminare; i
risultati ci diranno se ci sono indici di attivita'. E' la nostra speranza".
La commissione Iss non e' nuova all'ok a sperimentazioni con l'utilizzo di cellule staminali.
"Negli ultimi anni abbiamo dato il via libera gia'
a 22 richieste. Mentre ne abbiamo respinte due e altre
otto sono in corso di approvazione".
L'avvio dei test sul campione ristretto di malati e' comunque un motivo d'orgoglio sia per i ricercatori degli
enti di ricerca piemontesi che per la commissione, "visto che si tratta di
una novita' scientifica a livello mondiale.
Dunque l'Italia e' capofila in questo
settore". Il protocollo 'promosso' prevede che dal prossimo mese di
settembre i ricercatori comincino ad arruolare 'via via'
i malati di Sla, osservandoli per sei mesi prima di
iniziare a condurre gli esami, per poi procedere all'impianto delle cellule
staminali mesenchimali, prelevate dalla cresta
iliaca, "espanse in laboratorio e poi impiantate nella porzione anteriore
del midollo spinale a livello toracico", spiega la coordinatrice della
sperimentazione, Letizia Mazzini della Clinica Neurologica dell'ospedale
Maggiore di Novara. I risultati finali saranno
comunicati alla commissione entro sei mesi dalla fine della sperimentazione.
In Italia si hanno circa 6 malati ogni 100.000 abitanti e non
esiste una cura.
Il decorso medio e' di tre-cinque anni; la morte e' provocata
quasi sempre per insufficienza respiratoria.