02/01/2010 - SPERIMENTAZIONE ABUSIVA,
QUARANTA I CASI AL VAGLIO DEGLI INQUIRENTI
Trapianto staminali gli indagati sono nove
Il volume d’affari s’aggira intorno ai 2 milioni di euro

TORINO
Prima lo scandalo sulle promesse del
«miracolo», a malati di Parkinson, Sla e cancro, grazie al trapianto di cellule
staminali, vietato in Italia al di fuori dei protocolli
sperimentali riconosciuti. Ora l’iscrizione nel registro degli indagati. Sono 9
le persone su cui sta svolgendo accertamenti il
procuratore Raffaele Guariniello. Pesante l’accusa: associazione a delinquere per violazione delle regole in materia di
sperimentazione clinica su pazienti vivi. Quaranta i casi
accertati al vaglio della procura e dei carabinieri del Nas. Quasi due
milioni di euro il giro d’affari: per ogni operazione
il paziente sborsava fino a 50 mila euro.
Il principale indagato è Davide Vannoni, 41 anni, professore universitario di
psicologia, nessuna competenza medica e biologica, presidente dell’associazione
«Stamina Foundation» e amministratore unico di «Cognition», una società che
ufficialmente offre ai clienti «metodologie di ricerca» e «strumenti di
formazione» ma che di fatto organizza interventi
chirurgici per il trapianto delle staminali. Entrambe le sedi sono a Torino,
nello stesso palazzo elegante di via Giolitti 41.
Secondo gli inquirenti era Vannoni, difeso dall’avvocato Roberto Piacentino, a
gestire il trattamento dei pazienti che speravano di guarire grazie al
trapianto. Che veniva eseguito in 3 centri:
l’ambulatorio Lisa Srl a Carmagnola, una clinica a San Marino e un’altra a
Kiev, in Ucraina.
Altro personaggio chiave nel mirino dei carabinieri del Nucleo
antisofisticazione e della magistratura è il dottor Leonardo Scarzella,
neurologo al Valdese, con studio privato in corso Moncalieri. A lui si era
rivolta gran parte dei quaranta ammalati finiti nella rete di «Cognition». E lui poi li indirizzava dal professor Vannoni. «Non so che
cosa facesse Vannoni, né dove - ha dichiarato il
dottor Scarzella al nostro giornale -. So che si appoggia a
un team di specialisti seri. Per questo facevo il suo nome. Ai malati
consigliavo vari centri, anche all’estero, dove si può
tentare questa terapia con le staminali: in Germania, in Inghilterra, in
Francia...». Gli investigatori credono invece che ci siano degli aspetti che
non convincono. Tra gli indagati anche la coppia di medici di
Kiev - che operava pure nella sede di Carmagnola -, 3 colleghi torinesi che
lavorano alla Lisa più un ingegnere e un architetto. Cosa
c’entrano questi ultimi con il trapianto delle staminali? Fanno parte di alcune società intorno alla «Cognition».
Per effetto di un sistema a scatole cinesi, intorno a questa c’è una serie di altre Srl, sulla carta impegnata nella «ricerca e
sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologie», ma in realtà legata ai
trapianti. Qualche nome?